La PENSIONE del DUCE

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Dopo la morte di Mussolini la vedova del Duce, Rachele Anna Guidi, si trovò in uno stato che non voleva nulla a che fare con qualunque persona legata al regime.
Donna Rachele, così era conosciuta, venne mandata in esilio a Ischia con i figli Romano e Anna Maria fino al 1958 quando poté tornare sulla penisola.
La vedova Mussolini non aveva alcuna capacità economica, molti beni erano stati sequestrati e fu costretta a vendere un intero castello per pagare le tasse dovute allo stato.
Donna Rachele fece una richiesta per una pensione, il marito nonostante tutto aveva lavorato e percepito uno stipendio pubblico per almeno un ventennio… o no?
Si scoprì in quegli anni che Mussolini non aveva mai percepito uno stipendio da parte dello stato: il Duce non aveva nemmeno un contributo a suo nome.
Solo nel 1975 Donna Rachele avrebbe iniziato a percepire 200 mila lire mensili grazie ad una pensione di reversibilità. Sarebbe morta pochi anni dopo, il 30 ottobre 1979.
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Комментарии
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LaStoriaSulTubo
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Donna Rachele negli ultimi anni aveva aperto un ristorante in cui lavorava come cuoca vicino a Rocca delle Caminate(FC) che esiste ancora anche se non più aperto dove si può godere di un panorama mozzafiato su tutta la Romagna che scende fino al mare. Per quanto riguarda lo stipendio di Mussolini penso che percepisse lo stipendio dagli introiti del giornale da lui fondato. A Roma non ha mai speso nulla, Villa torlonia gli fu data in affitto dal Principe Torlonia per la cifra simbolica di 1 lira annua se non sbaglio..

victorfarneti
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Aveva varie attività. Varie proprietà comprate con i fondi del suo partito e le attività ad esso legate che gestiva come fosse una sua azienda privata. Il fatto che non percepisse lo stipendio da politico, ma solo rimborsi spese, era uno stratagemma per poter dire di lavorare gratis per il popolo italiano.

andreabarbi
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ha fatto il duce in nero hashahahahaha

lareginadiquori
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Il castello era la Rocca delle Caminate, che era stato donato a Mussolini da degli ammiratori (o dal Comune locale, non ricordo più bene).
Con tutte le sue colpe storiche e con tutto quel che si può dir di lui, Mussolini (a differenza di molti gerarchi, e anche del fratello della Petacci) certamente non tirò mai all"arricchimento personale e alle tangenti. Questo gli va riconosciuto.

Le sue entrate principalmente gli derivavano dal giornale ("Il Popolo d'Italia") che aveva comprato (o fondato?) dopo aver lasciato la direzione dell'' "Avanti!", prima d'ascendere al potere, e di cui fino all'ultimo mantenne la proprietà e la sorveglianza sui contenuti (da quando assurse a capo del governo, però, come formale Direttore Responsabile del giornale aveva messo suo fratello Arnaldo).
Probabilmente, quella giornalistica era la sua (di Benito) vera e migliore vocazione.

grantottero
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Il giorno prima si calavano le braghe per essere tutti fascisti, il giorno dopo lo rinnegavano tutti😂

serenomagna
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La risposta è già nel video se il nuovo stato sequestro tutto ( si deve presumere che sequestrarono anche il denaro ) ciò che aveva, e più che logico che la moglie fu ridotta all'indigenza ( a meno che non aveva beni all'estero ) . Molti italiani ignorano che ciò che fu sequestrato a Dongo era perlopiù nelle mani degli altri gerarchi che si trovavano con lui nella colonna tedesca e che la maggior parte finì nelle mani del PCI e non tornò nelle casse dello stato e né tantomeno torno agli eventuali legittimi proprietari ( questo è stato il primo furto del nascente stato repubblicano e pasta poco a capire chi furono i primi ladri ) .

lucasconte
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era giornalista e gli unici soldi che guadagnava erano quelli relativi ai suoi articoli
v

comstraker
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I tempi sono cambiati vedi oggi con 5 anni ad alzare solo la mano no in parlamento ma in un cosiglio regionale pende minii.o 2 3 mila euro al mese facendo affari e danni

angelocarone
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Per i Soldi del Duce che erano molti basta leggere Silvio Bertoldi o Mcsmith. Fondi a disposizione del partito e fonti varie (popolo di Italia).

omarferrario
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È importante la storia, non venderti.

DevoTrombareLaCanalis
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Ma cè ancora il modo di farsi mandare in esilio a Ischia? Vorrei provarci

MatteoG
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Era editore de "Il Popolo d'Italia"; inoltre, percepiva molto denaro a titolo di diritti d'autore per i suoi scritti, come compenso per articoli scritti per giornali esteri, ecc. Lo si poteva definire molto agiato; poi non aveva spese: ad esempio, l'affitto per Villa Torlonia era di una lira l'anno.
Circa il suo quotidiano: lo vendette sotto banco all'industriale Cella, poco prima della caduta della RSI. L'acquirente si accollò i debiti del giornale e versò una cifra cospicua, che Mussolini divise fra i suoi familiari. Pensò a sistemare i suoi, mentre spronava i suoi seguaci a resistere e lottare, in attesa dell'immancabile vittoria...

stefano
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Poveretta fu costretta a vendere un intero castello. Di trentatré che lei ce n'ha. Povera regina! E povero anche il cavallo...

nicolabombardelli
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Non aveva il vitalizio? E che fine ha fatto la liquidazione?....forse non aveva la faccia tosta di questi odierni individui.

enzosorrentino
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Vocazione politica allo stato puro. Condivisibile o meno.

gi.ro.
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nessuno stipendio?

come oggi insomma..

MrEgo-cnnv
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Royalties del suo libro "la dottrina del fascismo", curiosamente anche Stalin usò lo stesso sistema per fare cash

lanfrancoadreani
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Sembra strano ma in quel periodo semplicemente tutto era pagato dallo stato e non c'era la frenesia di accaparrarsi miliardi

MrPasqual
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Se ci fosse lui oggi a non percepire lo stipendio come politico di certo avrebbe costretto gli altri a fare lo stesso invece abbiamo politici che continuano a percepire agi e stipendi da Regine e tutto questo in nome della democrazia.

francescocanzolino