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LAPPANO

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Il Comune di Lappano fu fondato, probabilmente nel IX-X secolo, da gruppi di profughi cosentini, costretti ad abbandonare la loro città, a causa delle invasioni saracene. Il toponimo deriva dal personale latino LAPPA, con l’aggiunta del suffisso -ANUS, indicante appartenenza.
Sede di una delle “baglive” di Cosenza, nel corso del Quattrocento godette dei privilegi concessi dai re Alfonso e Ferdinando d’Aragona. Come gli altri casali del capoluogo provinciale, verso la metà del XVII secolo fu infeudato al granduca di Toscana, dal cui dominio venne sottratto poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico. Durante l’occupazione napoleonica del regno di Napoli subì vari danni. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu incluso dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Celico e poi tra i comuni del circondario facenti capo a questo centro. I Borboni l’aggregarono a Zumpano, da cui si staccò nel 1834, riacquistando l’autonomia. Il terremoto del principio del XX secolo la colpì gravemente. Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista; costruita nel Cinquecento, contiene pregevoli opere d’arte, tra cui un polittico settecentesco, di scuola napoletana. Interessanti sono anche i ruderi di un castello medievale dei principi Sanseverino, ad Altavilla.
Sede di una delle “baglive” di Cosenza, nel corso del Quattrocento godette dei privilegi concessi dai re Alfonso e Ferdinando d’Aragona. Come gli altri casali del capoluogo provinciale, verso la metà del XVII secolo fu infeudato al granduca di Toscana, dal cui dominio venne sottratto poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico. Durante l’occupazione napoleonica del regno di Napoli subì vari danni. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu incluso dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Celico e poi tra i comuni del circondario facenti capo a questo centro. I Borboni l’aggregarono a Zumpano, da cui si staccò nel 1834, riacquistando l’autonomia. Il terremoto del principio del XX secolo la colpì gravemente. Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista; costruita nel Cinquecento, contiene pregevoli opere d’arte, tra cui un polittico settecentesco, di scuola napoletana. Interessanti sono anche i ruderi di un castello medievale dei principi Sanseverino, ad Altavilla.
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