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Anoressia

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Il privarsi del nutrimento è tipico del disturbo anoressico, un male dell’anima. Se non mi alimento mi privo di ciò che mi fa vivere. Già questo è un grido d’allarme»
Ma si possono aiutare i giovani e giovanissimi che soffrono di anoressia?
Assolutamente sì, ma è fondamentale abbattere dei muri e chiedere aiuto. Parlarne è il primo passo. Ma non è facile.
Anoressia e bulimia sono spesso associate alla moda…
In realtà se ne parla poco, anoressia e bulimia sono la prima causa di morte tra i 12 e i 25 anni - e sono dati sottostimati – subito dopo gli incidenti stradali. In Italia sono oltre 3 milioni le persone che ne soffrono e il 70% sono adolescenti e purtroppo molti chiedono aiuto dopo un anno dall’insorgere del problema. Se va bene. Oltretutto questo genere di disturbi si sviluppano sempre più precocemente, oggi abbiamo ragazzi e ragazze con disturbi alimentari tra i 9 e i 10 anni.
Ma come individuare i sintomi?
Ci sono diversi campanelli d’allarme che gli stessi genitori possono notare a tavola. Il tagliuzzare il cibo, il rifiuto di alcuni alimenti, un comportamento diverso e anomalo e soprattutto il correre in bagno subito dopo pranzo o cena. Ma ci sono anche differenze che si possono notare nel comportamento, un ritiro sociale, l’apatia
Quindi, se si chiedesse aiuto subito…
Il problema è proprio che si deve riuscire a chiedere aiuto non appena si vedono dei segnali d’allarme e cercare un supporto perché si tratta di malattie psichiatriche complesse che necessitano di équipe multidisciplinari, non basta il nutrizionista o lo psicologo da solo. Lo scoglio più grande resta proprio il chiedere aiuto. Solo il 10% delle persone lo fa.
Perché così pochi?
Si ha paura del giudizio. Anche i genitori hanno paura a volte mi hanno detto che avrebbero preferito sapere che il problema nasce da una causa organica. Si sentono in colpa e invece il genitore come risorsa è fondamentale. Occorre combattere lo stigma che accompagna tutte le patologie psichiatriche perché l’aiuto tempestivo è fondamentale. È importante far sapere che se si chiede aiuto si guarisce. Attraverso il disturbo alimentare i ragazzi e le ragazze esprimono una sofferenza e lo esprimono con una cura del corpo malata. Non sono capricci non è una moda, perché di anoressia e bulimia si continua a morire e per questo dico di chiudere aiuto subito.
Ma si possono aiutare i giovani e giovanissimi che soffrono di anoressia?
Assolutamente sì, ma è fondamentale abbattere dei muri e chiedere aiuto. Parlarne è il primo passo. Ma non è facile.
Anoressia e bulimia sono spesso associate alla moda…
In realtà se ne parla poco, anoressia e bulimia sono la prima causa di morte tra i 12 e i 25 anni - e sono dati sottostimati – subito dopo gli incidenti stradali. In Italia sono oltre 3 milioni le persone che ne soffrono e il 70% sono adolescenti e purtroppo molti chiedono aiuto dopo un anno dall’insorgere del problema. Se va bene. Oltretutto questo genere di disturbi si sviluppano sempre più precocemente, oggi abbiamo ragazzi e ragazze con disturbi alimentari tra i 9 e i 10 anni.
Ma come individuare i sintomi?
Ci sono diversi campanelli d’allarme che gli stessi genitori possono notare a tavola. Il tagliuzzare il cibo, il rifiuto di alcuni alimenti, un comportamento diverso e anomalo e soprattutto il correre in bagno subito dopo pranzo o cena. Ma ci sono anche differenze che si possono notare nel comportamento, un ritiro sociale, l’apatia
Quindi, se si chiedesse aiuto subito…
Il problema è proprio che si deve riuscire a chiedere aiuto non appena si vedono dei segnali d’allarme e cercare un supporto perché si tratta di malattie psichiatriche complesse che necessitano di équipe multidisciplinari, non basta il nutrizionista o lo psicologo da solo. Lo scoglio più grande resta proprio il chiedere aiuto. Solo il 10% delle persone lo fa.
Perché così pochi?
Si ha paura del giudizio. Anche i genitori hanno paura a volte mi hanno detto che avrebbero preferito sapere che il problema nasce da una causa organica. Si sentono in colpa e invece il genitore come risorsa è fondamentale. Occorre combattere lo stigma che accompagna tutte le patologie psichiatriche perché l’aiuto tempestivo è fondamentale. È importante far sapere che se si chiede aiuto si guarisce. Attraverso il disturbo alimentare i ragazzi e le ragazze esprimono una sofferenza e lo esprimono con una cura del corpo malata. Non sono capricci non è una moda, perché di anoressia e bulimia si continua a morire e per questo dico di chiudere aiuto subito.
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