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Adriano Menei Artista

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Non riuscire più a parlare e muovere liberamente tutto il proprio corpo.
Un attacco ischemico.
Questo succede ad Adriano Menei, pittore e professore di Architettura al Liceo Artistico “Guido Montauti” di Teramo.
Nato a Teramo nel 1958, dopo una carriera iniziata al Liceo Artistico di Teramo e proseguita con il Diploma di Laurea in Scenotecnica presso l’Accademia di Belle Arti de l'Aquila, nonché l’Abilitazione all’insegnamento di Arte della Scenotecnica, viene prematuramente colpito nell’ottobre del 2018 da questa subdola malattia che improvvisamente irrompe, sconquassa e stravolge portando via tutto ciò che si è.
Sottoposto a terapie salvavita e riabilitative, nonostante un blando recupero per cui ancora oggi ha difficoltà nella deambulazione e pressoché assenza nell’eloquio si riavvicina al mondo artistico che da sempre lo ha accompagnato dal 2020 perché innata è la volontà comunicativa dell’uomo.
Nella disabilità esiste l’abilità di reinventarsi e di cercare mezzi e modi
impensabili per potersi esprimere: e quale mezzo migliore per ripartire della passione per l’arte, compagna di una vita per Adriano?
È con la mano sinistra, arto opposto a quello da sempre utilizzato pre ictus, che si ritrova a sperimentare dapprima tentativi di scrittura per tracciare con un grande stampatello tremolante il suo nome, per poi arrivare con un vero e proprio excursus evolutivo di apprendimento e di educazione a tracciare linee geometriche, morbide, concrete. Il tutto dà vita a nature morte e paesaggi ispirati, in un primo momento, dalla visione di opere famose ed a tutti conosciute di varie correnti della storia dell’arte.
Dopo questi primi tentativi, veri e propri bozzetti, con tratti incerti e
vacillanti, approda giorno per giorno a maturare una propria tecnica con le
matite pastello attraverso una pratica quotidiana appassionata, ricreativa e atemporale.
Ad oggi la produzione conta più di 150 disegni personali che esplora, con colori pastello, cromie vibranti, tratti esasperati, scorci paesaggistici e nature morte, stati umorali coscienti e vividi.
Dal 2020 ad oggi l’impegno profuso in queste opere d’arte è diventata sua unica principale attività espressiva che lo vede coinvolto giornalmente nella produzione di queste opere e che lo ha ricongiunto con lo spirito che da sempre ha animato la sua produzione pittorica di quadri a tecnica mista sin dagli anni ’90.
Un ricongiungersi al suo estro artistico e ad un nuovo senso della vita che
neanche la disabilità può impedire e scalfire.