CAMPANA

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L’area del comune di Campana fu abitata fin dall’età del ferro, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona, un tempo si chiamò Calaserna. Il nome attuale, che riflette chiaramente l’omonimo termine italiano, fa riferimento alla campana adottata, intorno al secolo XI, per la convocazione della “parrasia”, il parlamento dei cittadini che dirigeva la vita pubblica della “università della Terra di Campana”. Occupato dai bizantini, fu in seguito assoggettato al dominio dei normanni, di cui si conservano profonde tracce nel centro storico. Successivamente venne compreso nel feudo cariatese, passando da una nobile famiglia all’altra. Ultimi feudatari furono i Sambiase di Cosenza, che ottennero il titolo di principi. Incluso nel cantone di Cirò, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu dapprima inserito, quale università, nel cosiddetto governo di Umbriatico e poi elevato a capoluogo di circondario. Gravi furono i danni causati dal terremoto del principio del Novecento. Sotto il profilo storico-artistico interessanti sono: la chiesa madre, del X-XI secolo, con un poderoso campanile romanico; quella della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli, del Cinquecento; la seicentesca chiesa di Sant’Antonio, con l’annesso ex convento dei francescani riformati; il santuario extramurale della Madonna delle Grazie, del XVI secolo; il palazzo Rizzo; il palazzo Moro, una torre normanna, del secolo XI.
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