ROVITO

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Rovito fu fondato nel IX secolo, da profughi cosentini, costretti ad abbandonare la loro città, a causa delle invasioni saracene. Il toponimo, che in documenti della prima metà del Trecento compare nelle forme Robeti e Rubeti, deriva dal latino RUBETUM, ‘roveto’. Casale di Cosenza, ne divenne successivamente una delle “baglive”. Al pari degli altri villaggi del capoluogo provinciale, verso la metà del XVII secolo fu infeudato al granduca di Toscana, dal cui dominio si sottrasse poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta celichese. Col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu incluso dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Celico e poi tra i comuni del circondario facente capo a questo centro. Il suo nome è ricordato nella storia italiana, perché vi furono fucilati i fratelli Bandiera, nella zona detta Vallone. Tra i monumenti più rilevanti figurano: la cinquecentesca parrocchiale di Santa Barbara, contenente pregevoli intagli lignei e altre opere d’arte; la chiesa della Riforma, col portale in pietra, della prima metà del XVII secolo, quella di Santa Sofia; la chiesa di Santa Maria ad Nives, del Cinquecento, in località Flavetto. Nell’abitato è possibile ammirare anche bei portali in pietra lavorata, sovrastati da stemmi.
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